DARIO GUAZZONI
Il Pirellone in altri campi è punta di diamante nell'innovare. Chiediamo che prenda l'iniziativa di creare un elenco ufficiale di coloro che amministrano
Lo ripetiamo per l'ennesima volta, lo abbiamo scritto ripetutamente su questa Rivista, lo abbiamo detto e lo diciamo settimanalmente su TELENOVA nella rubrica condominiale del mercoledì mattina; lo abbiamo affermato e lo affermeremo nei varii convegni (ANACI e non) ai quali siamo invitati, che la professione di amministratore immobiliare (e quindi condominiale) è divenuta nell'ultimo decennio sempre più impegnativa e piena di responsabilità.
L'amministratore professionista (e professionale quali sono quelli che in ANACI Milano da trentasette anni cerchiamo di formare con i nostri corsi che durano da ottobre a maggio ed i successivi esami scritti ed orali a chiusura del corso) nel terzo millennio non è più solo quel buon contabile degli anni novanta e conoscitore di quei cinquanta articoli del codice civile.
L'amministratore moderno cioè l'amministratore che vive ed amministra nel terzo millennio deve avere una molteplicità di cognizioni dovuta sia all'evolversi dell'istituto condominiale sia soprattutto alle normative che lo stato nell'ultimo decennio ci ha caricato sulle spalle normative delle quali quotidianamente dobbiamo rendere conto ai nostri clienti amministrati.
L'immobile è un bene di una tale entità economica oggigiorno che deve essere senz'altro assicurato; ma soprattutto deve essere assicurato in maniera completa e con valore congruo Inde evitare in caso di sinistro pesante proporzionale.
ll condominio, cioè l'immobile, è nel corso dei lavori soprattutto se di carattere straordinario un cantiere che deve presentare sicurezza per gli operatori che vi lavorano.
I rapporti con il personale dipendente debbono essere perfettamente inquadrati dal punto di vista previdenziale: l'impianto elettrico deve essere a norma e periodicamente verificato dall'ente certificatore; l'ascensore deve essere oggetto delle prescrizioni ingiunte da altro ente; l'impianto di riscaldamento ha di per sé altra normativa, altre verifiche (ed eventuali imposizioni).
Le parcelle del professionista sono tuttora oggetto della famosa ritenuta del venti per cento (che non è uno sconto sulla parcella, bensì una anticipazione fiscale all'erario del professionista stesso). Ed ora dal 2007 la ritenuta è stata imposta nella misura del quattro per cento anche sulle prestazioni fatturate (la fattura in condominio deve esserci sempre!, perché in condominio non si può fare "nero' : ritenuta che nei trenta giorni dal pagamento a mò di anticipazione d'imposta va versata all'Erario (ed in via telematica) sul fatidico F24.
I nostri studi sono stati gravati da una massa di lavoro pazzesca per tale ritenuta (che non si limita al pagamento ma che a fine anno sarà oggetto di appositi quadri riepilogativi).
Ogni fattura anche minima esige la ritenuta del 4% che stiamo pagando anche nella misura di pochi centesimi di euro.
Non è follia la nostra perché fatture di elettricista, fabbro od ascensorista di quaranta o cinquanta euro (ed in condominio ce ne sono !) ci porta a dover fare in via telematica una ritenuta di euro 1,60 (uno virgola sessanta) oppure di 2,00 euro.
Si lettori, non amministratori, avete ben letto!
A fronte di tali pesanti incombenze piene di responsabilità, l'amministratore nei confronti dello Stato è rimasto come un cane sciolto.
Non ha esso amministratore una previdenza; non un Sindacato che lo difenda e lo faccia scendere in piazza per fare presente la situazione anomala; i condomini nel bene e nel male gli riversano addosso ogni responsabilità.
Spesso nel bene neppure lo ringraziano; senz'altro nel male gli puntano contro l'acuminato arco del malcontento.
Di fronte a tutto ciò, cioè alle pesanti responsabilità, torniamo a dirlo l'amministratore immobiliare è rimasto uno sconosciuto.
Non certo tale quando a maggio e novembre deve completare il pagamento di quelle imposte che già mese per mese anticipa con le "fatidiche" ritenute sulle proprie parcelle (o fatture).
A completare l'opera l'ultima Legge Regione Lombardia sul riscaldamento (ampiamente e dottamente commentata da Giulio Benedetti ed Eugenio Correale nel numero del settembre della nostra Rivista) ci ha posto sulle spalle incombenze e responsabilità PESANTI anzi PESANTISSIME.
Ed allora poiché lo Stato ci disconosce (cioè ci grava di compiti ma non ci regolamenta) facciamo appello alla Regione Lombardia che in altri campi è la punta di diamante su tutte le altre Regioni; facciamo appello - lo ripetiamo- perché la Regione Lombardia prenda l'iniziativa di creare un elenco ufficiale di coloro che amministrano immobili.
Detto elenco porterebbe anche e soprattutto all'utenza un servizio sociale e civico poiché - imponendo una assicurazione obbligatoria; tipo quella che vent'anni orsono caratterizzò i broker assicurativi -darebbe all'utenza la certezza di regolarità nella professione.
È raro sperare che Regione Lombardia si ricordi di noi tapini amministratori?