Dario Guazzoni
Giustizia è fatta potremmo dire in tono trionfalistico perché Anaci Milano aveva ragione.
Ma poiché siamo in periodo natalizio e dobbiamo essere (!) tutti più buoni , diciamo che il buon senso ha prevalso; che l'osservanza delle normative di Legge ha avuto ragione a dispetto di chi voleva inopportunamente, imporre "ex catedra" la prevaricazione.
Ma andiamo con ordine.
Ricordano, oh come lo ricordano, i colleghi stante la mole di lavoro che ci fu scaricata sulle spalle, che nel 2004 il Comune di Milano impose il passaggio (per quegli immobili in condominio che già non lo avessero attuato) dalla tassazione cumulativa tariffa rifiuti (cioè immondizia) alla tassazione singola.
Tutto ciò in base ad aggiornamento e modifiche della normativa e della Legge in materia di tassazione imposta raccolta rifiuti da parte del Comune.
I nostri studi per tre mesi furono gravati (i colleghi lo ricordano) da un lavoro massacrante.
Mandare ai condomini in copia la modulistica avuta dal Comune; dare loro spiegazione su come compilarla; averla di ritorno; controllare e quindi consegnarla agli uffici comunali dove, dobbiamo dirlo per obbiettività, il personale era di disarmante disponibilità.
Come era ovvio molti condomini o pochi in taluni immobili non restituiscono la modulistica e noi amministratori nel consegnare il dischetto facemmo rilevare il nominativo degli "agnostici" il loro indirizzo e ad abundatiam i millesimi.
Seguirono successivamente (i colleghi lo ricordano perché in molti tacciarono Anaci Milano nella sua dirigenza di non aver usato il pugno di ferro con l'ufficio TARSU del Comune) incontri con i funzionari dirigenti nel corso dei quali - invano - tentammo di far capire che gli amministratori avevano fatto tutto il possibile per collaborare e che contro gli inadempimenti, cioè verso i condomini mancanti, che cioè non avevano dato le dimensioni del proprio appartamento e della propria unità immobiliare in genere, sarebbe stato il Comune a doversi imporre.
A richiedere cioè (e l'ente pubblico con i dati da noi amministratori forniti ne aveva i mezzi) la compilazione e restituzione delle schede.
Vi fu scontro verbale ed epistolare con le funzionarie dirigenti ed il rapporto, sino allora piacevole e costruttivo soprattutto per il Comune - e ce ne dispiace - si interruppe.
Non si interruppe invece la protervia di detto ufficio comunale chè nel primo semestre 2006 noi amministratori cominciammo a riceve dozzine e dozzine di cartelle esattoriali (provenienti da Esatri , gruppo Equitalia agente della riscossione per la provincia di Milano) nelle quali erano iscritti a ruolo, e se ne reclamava il pagamento le quote di tariffa rifiuti riguardanti le proprietà di coloro che non avevano denunciato le proprie unità immobiliari.
La procedura adottata dal Comune era (ed è) assolutamente erronea ed infondata in diritto, in quanto è pregiudizievole sollevare il difetto di formazione del ruolo a nome del Condominio con notificazione all'amministratore per mancanza del presupposto della soggettività passiva e di debenza della tarsu.
Ed allora su consiglio di ANACI Milano che aveva visto disattesa la propria buona volontà di collaborare, collaborazione negletta dall'apposito uffici: iniziarono a piovere in Comune i ricorsi alla. Tributaria Provinciale; oppure procedura più semplice la comunicazione d' "autotutela" al Comune .
Ebbene ci risulta che delle centinaia di ricorsi presentati alla Commissione Tributaria, tutti siano stati ritenuti formalmente corretti per le motivazioni adottate; corretti ed accolti e quindi cassata la pretesa del Comune.
Ed in alcuni casi (moltissimi hanno avuto compensazione di spese) il Comune è stato condannato ad un pagamento di spese.
Per quei colleghi invece che avevano scelto la procedura dell'autotutela il Comune sta comunicando con lettera che ".....avendone riscontrati i giusti motivi, si è provveduto a sgravare le somme non dovute iscritte nei ruoli a titolo di Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti solidi urbani interni degli anni 2005 e 2006.
Rimane in tassa (ed è ovvio e lo avevamo sostenuto) quanto di stretta competenza del condominio: cioè in genere i locali portineria".
E che ANACI Milano avesse mille ed una ragione nel consigliare ai colleghi i ricorsi e l'autotutela è dimostrato dalla lettera che il Comune invia e che riproduciamo integralmente
Peccato, peccato veramente ché la rigidità di alcuni funzionari abbia gravato noi amministratori, il Comune e le Commissioni Tributarie di inutile lavoro che una corretta interpretazione della norma (da Anaci propugnata e dal Comune disattesa) avrebbe risparmiato tempo, denaro ed arrabbiature.
Comunque dicevamo all'inizio Giustizia e fatta e Buon Natale 2007.
Dario Guazzoni
Comune di Milano
Settore Finanze ed Oneri Tributari
Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti solidi urbani
Come è noto il Comune di Milano, in considerazione della futura applicazione della "Tariffa d'igiene ambientale" che sostituirà la tassa rifiuti, ha da tempo intrapreso una lavorazione tesa ad addebitare la tassa smaltimento rifiuti al singolo occupante o detentore.
Terminata queste prime fasi, il Comune ha valutato i risultati raggiunti ed ha rilevato che alcuni cittadini non hanno collaborato, rendendo necessarie ulteriori lavorazioni per individuare le posizioni ancora tassate singolarmente.
Pertanto il Comune avverte che in questo stabile risultano presenti soggetti che ancora non ricevono la cartella individuale e che pertanto riveleranno la richiesta di pagamento, con cartella suddivisa in 4 rate, del 2007 e degli anni pregressi (2005 e/o 2006, ovvero da quando è cessata la tassazione dell'intero condominio) nel corso del 2008.
Qualora vi fosse qualcuno interessato ad approfondire la propria posizione, si avvisa che occorre preventivamente telefonare al n. 02.02.02 per verificare l'ubicazione e la disponibilità degli uffici preposti.
L'occasione è gradita per rammentare che, in avvenire la ripartizione per singola unità immobiliare sarà l'unica modalità con cui verrà applicata la tassa per lo smaltimento rifiuti, in quanto non è più consentita la tassazione unitaria di una pluralità di unità immobiliari, occupate da soggetti non appartenenti allo stesso nucleo familiare o ad una stessa fitta fatta eccezione per le multiproprietà, case di cura e ricoveri.