Paolo Giuggioli
Nella riforma dell'istituto del condominio l'amministratore deve essere la figura centrale
Rivolgo a tutti i presenti il mio più caloroso saluto e ringrazio il Presidente ANACI per l'invito - accolto con vero piacere da parte mia - ad essere presente quest'oggi, in occasione dell'Inaugurazione delle attività culturali ANACI per gli anni 2007 e 2008.
È, infatti, motivo d'orgoglio per me il fatto di essere stato tra i fondatori, quasi quarant'anni or sono, di ANAI, dalla cui fusione con AIACI avvenuta nel 1995, è nata ANACI, l'associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari, il cui operato ha consentito la promozione e la diffusione della figura professionalmente qualificata dell'amministratore di condominio.
La rilevanza che nel corso degli anni ha assunto l'amministratore nella gestione dei condomini, l'ampliamento delle funzioni e delle incombenze cui egli deve dare seguito, le responsabilità alle quali è soggetto, impongono inevitabilmente a chi intenda assumere tale ruolo una preparazione e una competenza specifica certamente non di poco conto.In questo senso l'azione di ANACI si è fatta sentire, permettendo la formazione e l'aggiornamento di migliaia di amministratori operanti sull'intero territorio nazionale e offrendo loro le conoscenze e gli strumenti informativi necessari per poter prestare il miglior servizio ai cittadini.
Non si tratta solo di competenze tecniche, giuridiche, fiscali, ma anche di doti di
ascolto, di capacità di mediazione e di persuasione, così come di lungimiranza nell'affrontare i problemi tipici della convivenza e della gestione comune degli immobili.
Sono queste caratteristiche imprescindibili per un amministratore, che devono però essere sorrette da un'adeguata disciplina normativa oggi mancante.
Al riguardo occorre, infatti, ribadire la necessità di una riforma dell'istituto del condominio che preveda tra i suoi punti centrali anche l'istituzionalizzazione della figura dell'amministratore, con la definizione chiara e precisa delle responsabilità e dei poteri.
Non si può invece non notare, l'assenza di risposte a livello legislativo, nonostante i reiterati tentativi di portare a compimento la riforma complessiva di questa materia.
Come non ricordare, infatti, il disegno di legge sul quale la Commissione Giustizia della precedente legislatura era giunta a un sostanziale consenso, alla fine vanificato per ragioni politiche estranee al merito della norma in discussione in tale sede.
Lo stesso può dirsi per le proposte di legge presentate al principio della legislatura in corso, tuttora giacenti in attesa di essere esaminate.
Credo dunque che debba essere prestata maggiore attenzione al ruolo nevralgico che l'amministratore riveste per la vita dei condomini.
Un ruolo e una responsabilità che richiederebbero innanzitutto il riconoscimento professionale dell'amministratore di condominio e di immobili, attraverso ad esempio l'istituzione di un elenco cui possano accedere solo coloro che siano nella condizione di assicurare uno specifico grado di qualificazione e preparazione.
Tale riconoscimento dovrebbe assolvere al soddisfacimento dell'interesse dei proprietari e degli inquilini, i quali dovrebbero poter godere della garanzia di essere assistiti da persone competenti. Non è dunque un discorso corporativistico ma, solamente, una necessità oggi sentita, alla quale è un dovere rispondere in modo adeguato ed efficiente.
Le normative vigenti in materia immobiliare, gli adempimenti contabili e fiscali, le difficoltà nella gestione dei rapporti tra condomini all'interno di realtà abitative sempre più grandi e differenziate: questi e altri aspetti che tutti noi ben abbiamo presente non consentono più di affidare il compito di amministratore a figure "fai da te".
Occorrerebbe, dunque, intraprendere un'azione di sensibilizzazione nei confronti della politica, al fine di riavviare la discussione parlamentare in materia di riforma della disciplina della materia condominiale e, in questo campo, anche del ruolo degli amministratori di condominio.
In qualità di Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano, vorrei anche dirvi che un aiuto ad una corretta gestione condominiale potrà arrivare da un'iniziativa che ha assunto proprio il Consiglio dell'Ordine nell'ambito dell'opera di informatizzazione del processo civile in cui gli avvocati milanesi sono impegnati da qualche anno e che tra poco tempo consentirà di poter usufruire della massimazione delle sentenze del Tribunale Civile di Milano e, tra queste, di tutte le decisione in materia di immobili abitativi. Sarà una raccolta giurisprudenziale unica nel suo genere, alla quale anche gli amministratori di condominio potranno attingere per trarre le corrette regole da seguire, anche nei casi più particolari e controversi.
Da ultimo, mi sento in dovere di rivolgere un invito ai presenti, affinché, nel compimento del quotidiano lavoro fatto anche di relazioni con le persone, vengano sensibilizzati i cittadini alla cura degli immobili.
È uno dei temi che stanno a cuore a un po' a tutti coloro che vivono in una città come Milano, nella quale anche il mantenimento della pulizia degli stabili costituisce un contributo non irrilevante per renderla più vivibile.
Deve riconoscersi, d'altra parte, lo sforzo compiuto dall'amministrazione comunale per avviare la campagna di pulizia delle facciate degli immobili milanesi; iniziativa però che non potrà certamente ottenere risultati soddisfacenti se non sarà supportata dalla collaborazione dei privati, a partire dagli abitanti delle case che necessitano degli interventi di pulizia.
Su questo punto l'azione di persuasione da parte degli amministratori, conti alla mano e dimostrando l'equo rapporto tra costi e benefici, potrà essere essenziale.
Paolo Giuggioli - Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano